Giovedì 14 novembre 2013
La nostra cultura occidentale attribuisce un altissimo valore alla libertà dell’individuo, declinata sotto molti profili: da quella di pensiero e di parola, a quella economica, a quella di religione… Nello stesso tempo, il valore di fondo della democrazia è il rispetto del bene collettivo, che dovrebbe essere garantito dallo “stato di diritto”. A volte, i due valori paiono confliggere e spesso, nella prassi quotidiana, viene privilegiata la libertà individuale, che a volte assume le forme della vera e propria licenza e della violazione della legge. Ma è possibile un equilibrio tra libertà individuale e bene comune? E come cercarlo nella concretezza della vita di ogni giorno? Salvatore Natoli, filosofo morale, condivide con noi le sue riflessioni in merito.
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Relatore: Salvatore Natoli
Filosofo italiano (n. Patti, Messina, 1942). Laureato presso l’università Cattolica di Milano, ha insegnato nelle università di Milano e di Venezia. Tra le opere: L’esperienza del dolore: le forme del patire nella cultura occidentale (1986); Vita buona vita felice: scritti di etica e politica (1990); La felicità: saggio di teoria degli affetti (1994); La felicità di questa vita (2000); Stare al mondo (2002); La verità in gioco. Scritti su Foucault (2005); Guida alla formazione del carattere (2006); Il crollo del mondo. Apocalisse ed escatologia (2009); L’edificazione di sé. Istruzioni sulla vita interiore (2010); Eros e Philia (2011); Sperare oggi (2012); Perseveranza (2014); Il rischio di fidarsi (2016); L’animo degli offesi e il contagio del male (2018); Il fine della politica (2019); L’uomo dei dolori (2020); Sperare oggi (con F. Mosconi, 2021).
